Mercati online: collegare i marchi al mondo

Mercati online: collegare i marchi al mondo

Introduzione


Le vendite mondiali di e-commerce al dettaglio passeranno da 2,29 miliardi di dollari nel 2017 a 4,4 trilioni di dollari entro la fine del 2021, pari al 16,1% del totale delle vendite al dettaglio, secondo il gruppo di intelligenza digitale eMarketer.

Nel suo rapporto “Piattaforme globali di e-commerce 2017: una rassegna Paese per Paese dei migliori siti di e-commerce di vendita al dettaglio”, eMarketer elenca Amazon, Alibaba e JD.com come i più grandi protagonisti del mercato - tutti e tre operano un modello di marketplace online.
Non si può negare che i marketplace online rappresentano un’area del mercato al dettaglio in rapida crescita, sia che siano ti tipo verticale e vendano un particolare tipo di prodotto, orizzontale per temi comuni tra venditori, o globale e generalista come eBay e Amazon.

Richard Kestenbaum, co-fondatore e partner della società di consulenza finanziaria statunitense Triangle Capital, ha utilizzato la sua regolare rubrica di Forbes per evidenziare come i marketplace online siano cresciuti in un momento in cui molti grandi magazzini in tutto il mondo si sono mossi nella direzione opposta.

“Se stavate costruendo un grande magazzino nel 2017, probabilmente era un marketplace online, li chiamo Department Stores 2.0”, ha osservato.

Kestenbaum ha detto che la combinazione di accesso rapido al web, che non ha bisogno di tenere fisicamente lo stoccaggio e le informazioni in tempo reale sui prodotti che presenta ai consumatori, significa che i mercati hanno “un assortimento molto più ampio di quello che qualsiasi negozio potrebbe offrire”.

Le statistiche suggeriscono che i rivenditori che desiderano sviluppare la propria presenza online e aumentare le vendite digitali non devono ignorare il potenziale del marketplace. Il seguente rapporto offre alle aziende che pianificano le loro strategie di e-commerce alcune indicazioni su ciò che dovrebbe venir preso in considerazione.

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Grazie all’esistenza dei marketplace online, i rivenditori che vogliono creare presenza in un nuovo territorio internazionale possono farlo molto più rapidamente di prima dell’avvento del commercio digitale e possono anche costruirsi una reputazione con investimenti minimi.

 

Ovviamente, i marketplace online prenderanno una quota delle vendite di un rivenditore condotte attraverso il loro sito o addebiteranno una commissione di utilizzo, ma il valore di quello che fanno non ha eguali per i soldi che ricevono dai rivenditori. Le piattaforme più sofisticate forniranno indicazioni sulla traduzione in lingua locale, l’adempimento adeguato e le migliori opzioni di pagamento dei clienti, nonché analisi dettagliate delle prestazioni.

 

Prima di tutto, i rivenditori, collegando il proprio nome ad un marketplace online ben noto in un Paese in cui non sia ha mai commercializzato prima, possono beneficiare della sua reputazione online consolidata e, in molti casi, del marketing già avanzato di quella stessa attività.

 

Commentando ad un evento di e-commerce della Lengow, Andre Patrzek, direttore del marketing e delle vendite, del marchio sportivo tedesco online Keller Sports, ha dichiarato che gli e-marketplace hanno permesso al suo marchio di “avviare la commercializzazione in nuovi Paesi in maniera molto più rapida”.

 

“Possiamo provare e testare come un pubblico nativo reagisce nei confronti dei nostri prodotti”, ha spiegato.

 

Negli ultimi anni sono stati documentati situazioni fallimentari dell’espansione globale da parte di rivenditori, come per esempio il marchio Fresh & Easy di Tesco negli Stati Uniti e la spinta internazionale di Mark Bolland per Marc & Spencer (M&S) scioltasi a causa della mancanza di penetrazione nel mercato e per punti di vendita costosi. Questo è probabilmente il motivo per cui molti altri stanno adottando un modello online-first, per espandersi a livello internazionale.

Sia Sainsbury che Waitrose hanno collaborato con il marketplace Tmall di Alibaba negli ultimi due anni, vendendo distintamente prodotti britannici - come ad esempio componenti del tradizionale tè pomeridiano - ad un mercato cinese che richiede articoli europei di prima qualità.

John Rogers, che all’epoca era Chief Financial Officer di Sainsbury’s, ma ora è CEO di Sainsbury’s Argos, ha dichiarato: “L’esperimento con Tmall ci ha permesso di imparare molto sull’enorme mercato digitale della Cina, inclusa l’importanza degli eventi di vendita come Singles’ Day e 8.8.”

“L’esperienza che Alibaba detiene in questo mercato cinese dei consumi digitali che sta crescendo in maniera rapida, ci darà un vantaggio notevole in vista dello sviluppo della nostra attività in Cina e non vediamo l’ora di lavorare con loro per sviluppare questa entusiasmante opportunità”.

I rivenditori britannici come Missguided, Mountain Warehouse, Lovehoney e Rapha sono comparsi nell’edizione 2017 del Sunday Times relativa all’International Track 200, che consiste in un elenco delle società private britanniche con le vendite internazionali in più rapida crescita. Sebbene operino tutti in settori molto diversi dal settore della vendita al dettaglio, hanno una caratteristica in comune molto importante: utilizzano tutti i marketplace online come trampolino di lancio mondiale per le vendite.

Anche Matchesfashion - un marketplace online per articoli di moda di lusso - è comparso nella lista del Sunday Times, il quale sottolinea il crescente successo e l’ampia richiesta da parte dei consumatori di questo tipo di modello di e-commerce.

La conoscenza è potere


Se i marchi e i rivenditori di nuova digitalizzazione prendessero in considerazione i marketplace online per accrescere la sensibilizzazione dei loro prodotti in nuovi territori, i più affermati protagonisti dell’e-Commerce potrebbero usarli per altri vantaggi operativi.

I rivenditori più astuti vedranno i marketplace online solo come una piccola parte di una più ampia artiglieria utilizzata per attrarre il consumatore globale; lavoreranno con questi siti Web per vendere i prodotti quando più gli conviene, ma non faranno affidamento su di essi per crescere ulteriormente.

Se si considerano i marketplace online come un’estensione della loro offerta principale, potrebbe essere più facile per rivenditori e marchi giustificare il margine perso sulle vendite. Ad esempio, le aziende tecnologiche potrebbero voler utilizzare i marketplace online per vendere vecchie attrezzature mentre l’attenzione si rivolge internamente agli ultimi dispositivi e software in produzione, oppure gli operatori del settore della moda potrebbero accelerare la vendita di stoccaggio di fine stagione con l’uso di una piattaforma di terzi.

L’opzione alternativa per i rivenditori con tassi di vendita non soddisfacenti è quella di tenere lo stoccaggio non esaurito in magazzino, che potrebbe risultare in un esercizio costoso.

Quando si pianifica la strategia di e-commerce, è utile identificare chi potrebbe essere il tipico acquirente del marketplace online. Royal Mail ha commissionato alcune ricerche all’inizio del 2018 per esaminare il settore.

Secondo lo studio svolto su 1.000 acquirenti del Regno Unito, condotto da Trinity McQueen, gli acquirenti del mercato online fanno una media di due acquisti al mese e la maggior parte degli acquirenti del mercato sono donne - sebbene gli acquirenti maschi spendono, in media, il 31% in più al mese rispetto agli acquirenti femminili (£ 67 vs £ 51).

La ricerca ha concluso che i capi d’abbigliamento sono l’oggetto più comunemente acquistato dai marketplace online, seguito dai libri (31%).

Aman Anand, del marchio inglese di accessori e gioielli di moda con sede nel Regno Unito, afferma che non esiste un approccio unico per l’espansione internazionale e l’uso dei marketplace online.

“Assicuratevi di comprendere e imparare attraverso i dati che state ricevendo”, osserva.

“Eravamo presenti sia in marketplace cinesi che indiani, ed hanno avuto risultati assolutamente opposti. Bisogna capire ogni territorio e trattarlo separatamente. Bisogna capire le tendenze chiave e adottare un approccio Paese per Paese”.

Riassunto



C’è molta scelta e ci sono molte considerazioni da fare quando si sceglie un marketplace online, ma le cifre degli utenti e la crescita del settore evidenziano che c’è un valore reale ottenibile se le organizzazioni gestiscono queste partnership nel modo giusto.

Ma i rivenditori e i marchi che hanno posto i marketplace online al centro delle loro strategie richiederanno il supporto di una piattaforma di e-commerce che possa comprendere in dettaglio l’ambiente stesso.

Presentazione di Kooomo ...

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Attraverso una partnership con JetStream, Kooomo consente ai suoi utenti l’accesso diretto a 50 marketplace online nel mercato Asiatico-Pacifico, tra cui Alibaba. Hummel, Tens e Gilda & Pearl sono alcuni dei marchi che stanno già approfittando del servizio.

Ciaran Bolland, amministratore delegato di Kooomo, afferma: “I marketplace online forniscono una piattaforma significativa per rivenditori e marchi per entrare in nuovi mercati e far crescere i loro marchi su scala internazionale”.

“Qui a Kooomo offriamo una piattaforma di e-commerce per rivenditori e marchi per accedere facilmente alla forza crescente dei marketplace online e gestire attivamente le loro vendite e la distribuzione globale. Invitiamo le aziende che mirano ad un’espansione internazionale a prendere in considerazione la forza dei marketplace online e a scegliere di conseguenza la loro piattaforma di e-Commerce.”

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Pubblicato da: Kooomo - 06 Marzo 2018

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